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Denunciato un 79enne di Rocchetta: ora rischia maxi multa e fino a 18 mesi di carcere.E' il proprietario di un pollaio, preoccupato per i suoi animali, ad aver sparato all’aquila reale. Secondo la ricostruzione dei carabinieri forestali a ferire gravemente il giovane aquilotto sarebbe stato un 79enne di Rocchetta nei confronti del quale è appena scattata la denuncia che potrebbe costargli un’ammenda fino a 30mila euro e una pena fino a 18 mesi di reclusione.

Gli investigatori sono convinti di aver trovato il responsabile dell’atto che ha suscitato unanime censura, al culmine di una fase investigativa incentrata sulla ricerca delle munizioni e di alcuni tipi di fucili. Ben presto – le indagini erano scattate dieci giorni fa – si è ristretto il campo agli abitanti possessori di determinate armi e l’attenzione è caduta sull’anziano, residente vicin all’altra frazione di Albacina dov’è stato rinvenuto l’aquilotto ferito. All’interno dell’abitazione perquisita i carabinieri hanno recuperato il fucile e perfino il proiettile che, stando ai militari, sarebbero stati utilizzati dall’anziano cecchino per impallinare il rapace di pochi mesi di vita.NON È STATO possibile per ora effettuare gli esami balistici in quanto diversi pallini di piombo sono ancora presenti nel corpo dell’aquilotto, ma i militari hanno riscontrato la totale compatibilità delle munizioni con quella che ha centrato l’animale. Intanto le condizioni del piccolo esemplare maschio di aquila reale – attualmente custodito a Genga nella voliera del Wwf – continuano a registrare un costante miglioramento. «Contiamo – afferma il delegato regionale del Wwf, Jacopo Angelini – di liberare l’aquilotto la prossima settimana, anche perché ha effettuato i primi voli dimostrando di essere in recupero. Stiamo cercando un apparecchio tecnologico da applicare sul corpo del rapace in modo tale da poter controllare quotidianamente a distanza il suo volo per capire se riuscirà a ricongiungersi con i genitori (unica coppia di aquila reale presente in provincia, ndr) che lo stanno cercando. La liberazione avverrà nel territorio del Parco nella zona della nidifcazione».E proprio il rapace salvato dopo l’impallinamento è diventato una sorta di mascotte vivente del Parco, tanto che in occasione della presentazione delle celebrazioni per il ventennale dell’area protetta lo stesso Angelini, il sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli e gli altri relatori si sono presentati indossando con sentito orgoglio la t-shirt celebrativa con la foto dell’aquila e la scritta «Vola libera al di sopra di noi tutti».
Fonte Resto Del Carlino

 

 

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