Foto Osè di minorenni in cambio di ricariche telefoniche

Foto osè di almeno due ragazze minorenni in cambio del pagamento di ricariche telefoniche del valore di poche decine di euro. E’ l’ipotesi allo studio della Procura di Ancona nell’ambito dell’inchiesta che delle sette persone coinvolte – cinque uomini e due donne di età compresa tra i 18 e i 70 anni, quattro delle quali del Fabrianese, due della provincia di Ancona e una di Porto Recanati – ne sta indagando tre per favoreggiamento alla prostituzione minorile. Reato punibile con pene fino a 12 anni di reclusione.

Secondo i primi rilievi non sarebbero stati consumati rapporti sessuali, ma secondo l’interpretazione degli inquirenti l’induzione alla prostituzione per persone ‘under 18’ potrebbe profilarsi anche nel caso in cui ci sia stata veicolazione di denaro sotto forma diretta o indiretta per venire in possesso di materiale pedopornografico. Ecco perché l’attenzione della Procura si sta concentrando proprio nell’accertare se davvero qualcuno ha ottenuto le foto hard provvedendo ad effettuare ricariche telefoniche sul cellulare della ragazzina, come emergerebbe da una prima ricostruzione. L’indagine è scattata quando i genitori di una studentessa 17enne fabrianese si sono rivolti ai carabinieri.

E’ assai probabile che le immagini arrivate sui cellulari degli indagati non siano solo quelle della giovane fabrianese, ma anche di altre minorenni residenti in zone diverse dentro e fuori la provincia. Ecco perché per avere un quadro più definito bisognerà attendere l’esito degli accertamenti del consulente tecnico Luca Russo, l’esperto informatico nominato dal pubblico ministero Mariangela Farneti per spulciare smartphone, tablet, memory card, macchine fotografiche, hard disk, ovvero tutto il materiale sequestrato nei giorni scorsi ai sette indagati. Tra le finalità dell’ispezione in corso c’è pure quella di sapere se i sette si sono limitati alla detenzione delle foto oppure si è andati oltre, ovvero in alcuni casi possa configurarsi anche il reato di cessione delle immagini.

A questo punto non si può certo escludere a priori come durante le operazioni di verifica delle varie apparecchiature elettronichel’investigazione possa ulteriormente ampliarsi e coinvolgere nuove persone che, tramite una sorta di catena, siano ugualmente venute in possesso di quelle immagini dal contenuto considerato inequivocabile. (il resto del carlino)

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