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Il cuore del tifo in frantumi. La tribuna è stata dichiarata inagibile dopo le prove di carico.Guardando come sono ridotti gli spalti del mitico stadio Dorico oggi, sembrerebbe che l’unico settore integro sia la tribuna centrale. In effetti curva e gradinata appaiono piuttosto messe male mentre la tribunetta laterale è corrosa e sta cadendo a pezzi.La realtà, al contrario, racconta un’altra verità. In effetti la tribuna è stata dichiarata quasi completamente inagibile.

Le prove di carico sostenute di recente avrebbero fatto emergere problemi di stabilità. Parte dell’impianto dunque off limits, soprattutto per i bambini delle colonie che utilizzavano gli spalti per cambiarsi prima delle prove sportive.Tribuna inagibile, ma non gli spogliatoi degli atleti, che stanno proprio sotto i gradoni. Dai tempi delle travolgenti stagioni calcistiche, tra serie C e B (e poche partite in A nel campionato 1992-93), nessuno sembra aver messo mano in maniera seria agli spogliatoi. Le pareti sono scrostate e parti in muratura si sono staccate, gli impianti obsoleti, le docce funzionano a singhiozzo, l’umidità ha corroso tutto, infissi a pezzi, arredi vecchi e rovinati. Un pianto.Uscendo all’esterno eccola la piccola tribuna laterale. Tra montagne di escrementi di volatili, lamiere corrose e scalini di legno mangiati, la struttura rappresenta un pericolo. Le autorità l’hanno sigillata.In questa fase estiva l’iniziativa di Ancona Olimpica tiene viva l’attenzione, attira gente ed evita che lo stadio piombi nel degrado definitivo e assoluto, per questo le strutture dello stadio vengono sigillate, per evitare che possano accadere inconvenienti.Il manto erboso dello stadio, come era normale attendersi, non è dei migliori, sebbene l’erba sia ben presente, ma l’utilizzo per altri scopi dell’impianto ne hanno provocato un certo degrado. Completamente corrosa e mangiata dal tempo e dalle intemperie, invece, la pista d’atletica attorno al campo.Ci sono poi gli spalti. Tornare nella vecchia curva dell’Ancona regala sempre una certa emozione. Il punto di vista dello stadio dall’alto, dall’ingresso degli spettatori, riporta con la mente alle epiche domeniche: la curva strapiena, il tifo organizzato sulla sinistra, i fumogeni, il calore di una passione.Oggi resta la foresta incontrollabile e naturale sorta, specie vicino al cancello d’ingresso. Alberi e cespugli altissimi, rami dei pini che continuano a flettersi prima di cadere (uno degli alberi, caduto l’anno scorso, è stato rimosso, ma altri lo seguiranno). Quattro anziani siedono all’ombra su uno dei gradini della gradinata, protetti da un albero. Prendono aria e discutono, magari di quei tempi gloriosi che furono.
Fonte Resto Del Carlino

 

 

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